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Progetto Jamila: donne al centro di sviluppo, pace e benessere

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Analizzata la situazione delle donne in Afghanistan, Pangea ha sviluppato un programma pensando a come poter inserirsi nella visione e la concezione discriminante e retrograda sul ruolo della donna nella società afghana, e ribaltarla facendo delle donne un perno dello sviluppo e del benessere all’interno della propria famiglia e quindi della comunità in cui vivono a partire dall’economia per poi arrivare ai diritti e al benessere dell’individuo.

In tale modo si lavora nel tempo per migliorare la condizione delle donne e delle loro famiglie, conoscendo i limiti e le contraddizioni delle tradizioni culturali, sicuri che interrompere il percorso di sviluppo delle donne vuol dire condannare la società afghana a stagnare nella guerra, mentre Pangea è per sostenere il percorso di cambiamento che faticosamente e lentamente è stato avviato dal 2001 nella società civile organizzata.

Operiamo in Afghanistan dal 2003, con il Progetto Jamila, nell’area urbana di Kabul, in diversi quartieri di periferia dove abbiamo attivato un circuito di microcredito, integrato con altri servizi di tipo educativo e sociale. Ci rivolgiamo a donne estremamente povere, per la maggioranza analfabete e con problemi familiari (vedove, orfane con handicap, con famiglie estremamente numerose, con mariti malati...) ma fortemente motivate nel voler contribuire alla loro vita e a quella del loro nucleo familiare avviando un’attività di microimprenditoria familiare o individuale.

A queste donne viene data l’opportunità di accedere ad un microcredito che può variare da un minimo di 120 a un massimo di 500 Euro, da restituire nell’arco di un anno, per l’avvio di un’attività generatrice di reddito e di seguire un programma formativo articolato in corsi di alfabetizzazione, aritmetica, diritti umani, igiene e salute riproduttiva.

Dal 2008 il Progetto Jamila permette alle donne che hanno seri problemi di salute di usufruire gratuitamente di visite mediche specializzate e se incinte di accompagnamento ad una maternità sicura. Durante tutta la durata del prestito, si organizzano presso i centri donna incontri e programmi di teatro partecipativo per imparare ad affrontare le situazioni discriminatorie che ognuna di loro vive nella quotidianità.

Quasi 3.000 donne hanno raggiunto grandi soddisfazioni nella vita di tutti i giorni attraverso questo programma. La maggioranza ha migliorato l’ammontare del reddito a disposizione per tutta la famiglia, si possono pagare le medicine e piccole spese, il cibo è maggiore e di migliore qualità. Inoltre migliora lo standard educativo delle donne stesse e quelle dei loro figli, che cominciano ad andare a scuola. Le donne diventano un esempio ed un orgoglio per l’intera famiglia e le vicine di casa, sanno scrivere e far di conto, la violenza familiare diminuisce e aumenta la stima in se stesse: sorridono e iniziano a pensare al futuro, risparmiano e seminano pace.