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La storia di Federica nella spirale della violenza domestica

Testimonianze > Italia > Federica

Federica (il nome è di fantasia, per ragioni di privacy) è una professionista affermata e apprezzata. Fa la dentista, lavora presso molti studi importanti.

Federica lavora come una pazza e non perché sia una "drogata di lavoro", ma perché è lei a dover mantenere tutta la sua famiglia, compreso il il marito, che preferisce non avere un impiego. Ha una vena artistica e creativa, lui, e timbrare il cartellino sarebbe mortificare il suo talento.

Lei lo ama e lo asseconda. Ne è fiera. E lavora senza sosta perché lui desidera un certo tenore di vita, perché lui ha bisogno dei suoi spazi e dei suoi agi al punto da volere, e ottenere da Federica, un appartamento tutto suo, dove rifugiarsi in privato, quando il tran tran familiare gli viene a noia.

Poi capita – e sempre più spesso ­- che lui sia nervoso, che nonostante tutto ciò che la moglie fa per lui si senta infelice, insoddisfatto, che le cose non siano esattamente come le vuole lui. E allora per Federica arrivano gli insulti, le botte, le umiliazioni.

Federica si sente perennemente in colpa, sbagliata, inadeguata, inutile. Un fallimento come donna, come moglie, come mamma, come essere umano. Come le ripeteva sempre lui. E se glielo diceva lui, che era un "genio" e la amava, doveva essere sicuramente vero.

C'è voluto un anno e mezzo per far capire a Federica la follia in cui viveva. 18 mesi per farle accettare l'idea di essere stata vittima di una spirale di violenza, fisica e psicologica, e soprusi.

Oggi, però, Federica è libera e sta bene.