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Afghanistan - Stella cadente

Regali solidali > Taccuino Stella cadente

In Afghanistan il saluto tra uomini è un rito lento. Ci si avvicina guardandosi negli occhi e sorridendo con la fronte. Si allargano le braccia e si uniscono i cuori, avvicinandosi col petto. Le mani sfiorano appena le spalle, ma allontanandosi i corpi trovano unione nella loro giunzione. In ultimo, senza che gli sguardi si perdano, la mano si poggia sul petto e promette amicizia.

Sono nato e cresciuto in un quartiere di Milano dove gli scivoli nell’unico piccolo parco giochi erano molto simili a quelli del distretto numero uno di Kabul in più gli stessi erano poggiati su un terreno senza erba pieno di scorie industriali che ancora non sono state rimosse.

Cosa c’era di diverso nella mia casa rispetto a quello che oggi vedo a Kabul?

Un padre e una madre che insieme sapevano fare famiglia. Insieme, questa è la cosa che una donna afghana vorrebbe avere nella sua casa, amore e comunione, la stessa cosa che vorrebbero tante, troppe donne italiane che muoiono uccise dai loro compagni con la cadenza di una ogni due giorni e sicuramente avevano una bella casa, una bella automobile e un marito che, prima di ucciderla fisicamente o moralmente, le pagava i conti. Gli uomini afghani si abbracciano quando si incontrano ma vivono in un contesto che sino ad oggi gli ha insegnato che le donne non sono loro pari, che le donne vanno raddrizzate con il bastone, che le donne non esistono.

Sono un uomo cresciuto in un quartiere difficile e forse per questo mi piacciono le mani ruvide e le barbe incolte, ma la vita mi ha donato l’opportunità di sviluppare consapevolezza e la stessa non va negata a nessuno. I miei occhi si stanno per chiudere seguendo la notte e rivedo me stesso in quei bambini che rincorrono sogni. Certo, sarei felice di poterli veder giocare in un bel parco giochi come sono felice di vederlo fare a mio figlio, ma il desiderio che esprimo guardando una stella che lascia la sua scia nel cielo è che tutti possiamo vivere in un mondo dove ci si rispetti gli uni gli altri, perché dove c’è rispetto, anche se c’è polvere o le fogne sono a cielo aperto, c’è amore e dove c’è amore c’è vita. Tutto il resto verrà da sè.

Luca Lo Presti

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