Pangea

Chiudi il cerchio dei Diritti - Campagna 8 marzo 2014

Comunicato stampa > 8 marzo 2014

Dai diritti negati ai diritti realizzati, come tanti sogni resi concreti con grande sforzo, entusiasmo e un capillare lavoro che con forza Fondazione Pangea porta avanti dal 2002, ovunque i diritti non riconosciuti delle donne siano un sintomo di una società che ha bisogno di ritrovare il senso di una parità e di un rispetto, per poter creare sviluppo.

E non parliamo di diritti come entità concettuali, scritte solo su una Dichiarazione o enunciati in occasioni ufficiali. Parliamo di diritti come parte integrante della vita quotidiana di ogni donna: quando si sveglia ed esce o non esce, quando si arrabbia perché ha ragione o non si arrabbia perché ha paura, quando aspetta con dolcezza o con tremore l’arrivo del marito, quanto lavora o non può lavorare, quando accompagna i figli a scuola o li manda a mendicare, quando partorisce e rischia o non rischia la morte...

I diritti acquisiti o negati cambiano la vita, la rendono possibile o insopportabile. Per questo Pangea parla di diritti, perché in questo modo parla della vita quotidiana, reale delle donne e, in prospettiva, di come sarà possibile cambiare il mondo, difendendo sempre e senza sosta ogni diritto personale, vissuto, vivo.

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La Campagna 8 marzo 2014 - Chiudi il Cerchio dei Diritti

Con la campagna Chiudi il Cerchio dei Diritti, Pangea vuole sottolineare che molto ancora resta da fare, per promuovere i diritti di genere, perché è proprio attraverso questi diritti che si costruisce il trampolino di lancio per una società più equa, nel suo insieme.

Con questa campagna, Fondazione Pangea vuole incentivare la partecipazione di tutti a farsi promotori e difensori di diritti tutt’ora negati, ignorati e calpestati, quei diritti che Pangea con il suo lavoro realizza, ma che fortemente desidera possano diventare ancora più realtà.

La campagna del 2014 si sviluppa visivamente con una serie di cerchi aperti, ciascuno dedicato a un diritto realizzato da Pangea, grazie al proprio lavoro e a quanti lo sostengono.

Pangea invita ciascuno a chiudere il cerchio dei diritti, promuovendoli e realizzandoli nel proprio quotidiano e soprattutto sostenendo l’impegno di Pangea.

Perché una donna ha il diritto di… e questi diritti si realizzano con Pangea.

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Le attività in dettaglio

Dal lavoro al microcredito, dalla tutela della salute alla sicurezza, dall’istruzione al riconoscimento dei propri diritti, molto può essere fatto per promuovere una società più equa verso le donne, che possa diventare più giusta, produttiva e integrata, seguendo la strada aperta degli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite, in scadenza tra un anno.

Gli strumenti che Pangea usa sono semplici ed efficaci: corsi di alfabetizzazione, lezioni sui diritti umani, accompagnamento al microcredito, formazione professionale, assistenza medica in gravidanza, cure specifiche alla disabilità, consulenza sui casi di violenza domestica, case rifugio per un percorso riabilitativo protetto e sicuro dopo gli abusi.

Dall’Afghanistan all’India e all’Italia, molti sono i risultati portati dall’approccio di Pangea

A Kabul dal 2002 Pangea ha garantito più di 2.300 microcrediti utilizzati dalle donne per avviare o consolidare attività lavorative, 940 ragazze hanno seguito la formazione professionale promossa dal programma, solo nel 2013 sono stati accolti 69 bambini presso l’asilo della capitale inaugurato nel 2012, e oltre 50 donne hanno avuto accesso a visite mediche la maggior parte delle quali nell’ambito del programma di cure pre e post natali in gravidanza.

A Koppal, in India, oltre 23.000 donne si sono associate in cooperative e promuovono progetti di sviluppo locale

A Calcutta, il programma ha assicurato, dall’inizio delle attività, a 370 donne disabili assistenza medica, terapie e supporti ortopedici.

In Italia 30 donne hanno trovato rifugio, protezione e riabilitazione insieme ai propri bambini, presso i centri antiviolenza con cui Pangea ha avviato un programma specifico dedicato alle mamme vittime di abusi con figli minori.