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Il presidente afghano uscente Hamid Karzai

Le elezioni politiche in Afghanistan; una partita tutta da giocare

Afghanistan > Speciale elezioni 2014

Si avvicinano le elezioni presidenziali in Afghanistan e dopo un decennio di governo a firma di Hamid Karzai, è arrivato il momento per il popolo afghano di scegliere, attraverso “libere elezioni democratiche”, un nuovo Presidente. La campagna elettorale, iniziata il 2 febbraio, ha dato il via ad una serie di convention politiche e di apparizioni pubbliche dei candidati alla carica più ambita del paese.

Nonostante gli slogan e le facili promesse pre-elettorali, molte saranno le sfide e le questioni spinose dell’agenda politica del neo-eletto presidente nel 2014. Vi sono per esempio i problemi non risolti che affliggono l’Afghanistan da decenni, come ad esempio la povertà cronica, la corruzione, la violazione dei diritti, la fiorente coltivazione dell’oppio, la nuova ondata di attacchi terroristici in ogni regione del paese; a cui si aggiunge l’uscita delle truppe straniere dal Paese prevista per la fine di quest’anno e le difficili relazioni diplomatiche con i paesi trans-frontalieri (Pakistan e Iran).

E l’Afghanistan, paese che non finisce mai di sorprenderci, ci ricorda anche in questa occasione che in quelle terre niente può o deve essere dato per scontato. La lista dei principali candidati è un esempio pratico per capire che la partita è ancora aperta, non lasciando spazio in alcun modo, a pronostici scontati.

Tra i favoriti troviamo Abdullah Abdullah, oftalmologo di etnia tagika ed ex combattente durante il periodo della resistenza antisovietica e della resistenza antitalebana a fianco del leggendario Massood; Zalmai Rassoul ex ministro degli esteri nell’ultimo governo sostenuto da Karzai; Ashraf Ghani Ahmadzai, ex ministro delle finanze che ha una forte esperienza internazionale di accademico, Abdul Rasul Sayyaf, un islamista radicale famoso per avere dato ospitalità ad Osama Bin Laden dopo la sua espulsione dal Sudan nella primavera del 1996 (leggi [QUI la scheda ] dei principali candidati).

I talebani nel frattempo hanno minacciato di uccidere chi andrà a votare ed è notizia di qualche giorno fa del rapimento di quattro operatori elettorali nella provincia di Naghahar.

In questo quadro politico si evidenzia la totale assenza di candidate donne alle elezioni presidenziali, e soprattutto, visti i candidati, l’Afghanistan sembra ancora in bilico tra un passato fatto di violenze, signori della guerra e insorgenti; e un futuro che appare incerto e pieno di interrogativi a cui ancora nessuno sembra poter dare ad oggi una risposta positiva.

Barbara Gallo
Collaboratrice su tematiche afghane di Fondazione Pangea Onlus

Simona Lanzoni
Vice Presidente e Responsabile dei Programmi di Fondazione Pangea Onlus