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La posizione di Pangea sulle elezioni afghane del 5 aprile 2014

Afghanistan > Speciale elezioni 2014

Non ci interessano le ricerche politologiche, i totoministri, i totopresidenti, gli exit poll e le exit strategy. Da 12 anni ascoltiamo e parliamo con le donne e negli anni anche con i loro mariti, i figli, i vicini, gli amici, le famiglie… le persone che vivono a Kabul.

E queste persone, seppur consce della corruzione, dei pericoli, delle derive, ci credono e noi con loro. Non sappiamo come andranno a finire queste elezioni e – francamente – nessuno lo sa. Per cui riteniamo giusto dar voce a chi queste elezione le vive sulla propria pelle e sulla pelle dei propri figli.

Pangea è ormai parte attiva dell’Afghanistan che sta ricominciando, che sta costruendo il futuro e da questo Afghanistan, da questo punto di vista sappiamo che c’è un grande bisogno e richiesta di sviluppo e di partecipazione in ogni ambito della vita politica, economica e culturale, di diritto alla salute, di sicurezza, di accesso all’istruzione, di contrasto alla violenza verso le donne…

E questo chiederemo alle istituzioni afghane e agli organismi di tutela internazionale? Certo, ma sarà più importante che lo chiedano le donne e gli uomini afghani.

Dall’esperienza Pangea ciò che è importante davvero – ed è ciò che Pangea realizza da 12 anni - è che vengano istituiti gli strumenti e gli spazi dove le donne possano incontrarsi, informarsi, imparare, scambiarsi idee, preoccupazioni e sofferenze, aiutarsi reciprocamente, condividere soddisfazioni e successi, avviare quei percorsi di riscatto economico e sociale che sono le fasi embrionali, ma a nostro parere le più efficaci e decisive, per realizzare quel cambiamento che, partendo dalle donne, si estenda rapidamente a tutta la comunità.

Le famiglie sanno che questi luoghi offrono delle opportunità uniche per le donne di imparare a leggere, scrivere e far di conto, imparare a prendersi cura di se stesse, dei loro cari e dell’ambiente in cui vivono, condividere i loro problemi e trovare insieme all’aiuto di altre donne delle soluzioni, ottenere un prestito con cui poter lavorare, guadagnare e contribuire al mantenimento della famiglia, trovare delle strade sicure da percorrere per poter prendere parte alla vita della propria comunità e imparare ad acquisire diritti, rispetto e potere, al pari degli uomini.

È attraverso questi tanti percorsi intrapresi dalle donne che l’Afghanistan può raggiungere una pace autentica e duratura. Ed è attraverso il supporto a queste piccole realtà locali, che lavorano nelle comunità e che offrono alle donne la possibilità di incontrarsi, studiare e crescere, che le donne possono diventare delle leader in grado di contribuire a cambiare il proprio Paese.

Ci auspichiamo quindi che le istituzioni accompagnino e rafforzino questi percorsi, creando le condizioni affinché tali percorsi possano moltiplicarsi in tutto il Paese, colmare i divari e scrivere un nuovo capitolo della storia afgana.

Qualsiasi risultato daranno queste elezioni, qualsiasi decisioni prenderanno le forze internazionali in Afghanistan, Pangea rimarrà con le donne e gli uomini che hanno immaginato un Paese diverso e lo vogliono ricostruire con il lavoro, la giustizia, l’uguaglianza, la Pace.