Pangea

Regaliamo alle mamme di Kabul un Istante Perfetto

Comunicato stampa > Festa della mamma 2014

Milano, Maggio 2014

“Regaliamo alle mamme di Kabul un Istante Perfetto”

In occasione della prossima Festa della Mamma, Fondazione Pangea Onlus rinnova l’appello – lanciato in occasione delle elezioni afghane dello scorso marzo - per sostenere attraverso Casa Pangea, asilo e casa di accoglienza aperto nel 2012, i bambini e le mamme del Distretto 1 di Kabul , dove la Fondazione lavora da 12 anni.

LA CAMPAGNA
“Un istante perfetto, in cui il tempo sembra fermarsi, in cui poco importa dove ci si trova. Ci sono solo loro, una mamma, la sua bambina e tutto l’amore e la tenerezza di sguardi che si sciolgono l’uno nell’altro.
Fuori dalla finestra c’è un Paese in guerra, il futuro è incerto e spesso fa paura. Non lo sai neanche tu che cosa sperare. Ti auguri solo che tutto vada per il meglio. Che la tua bambina diventi grande, che vada a scuola, che se si dovesse ammalare qualcuno la curerà, che abbia degli amici con cui giocare e che un giorno si innamori, sia felice e realizzi nella sua vita il progetto che ha immaginato per sé.
Speranze. Sogni. Ora però c’è questo istante perfetto: un piccolo miracolo e nient’altro da desiderare.
Siamo stati tutti bambini e oggi, magari, siamo genitori. Anche noi abbiamo avuto il nostro istante perfetto, ancora ce lo ricordiamo, come un tesoro prezioso che ci fa sorridere col cuore ogni volta che ci ripensiamo.
Ecco. Forse è questo il più bel regalo da fare per la Festa della Mamma: regalare istanti perfetti. Sapere che con poco si può fare tanto come costruire un asilo sicuro per i bambini di Kabul, aiutare le future mamme durante la gravidanza, insegnare loro un lavoro che possa farle stare tranquille perché sapranno come dare da mangiare ai bambini e comprare le medicine se non stanno bene. Cose banali, forse, ma dalle quali sbocciano istanti perfetti.
Il regalo più bello è una mamma con la sua bambina in braccio che si sorridono illuminate dal sole di Kabul in primavera. Donate loro un istante perfetto su http://www.retedeldono.it/iniziative/fondazione-pangea-onlus/luca.lo-presti/un-asilo-per-i-bambini-di-kabul”.

IL PROBLEMA
In Afghanistan diventare mamma è un rischio. E nascere lo è ancora di più.
Sebbene diminuito negli ultimi anni, il tasso di mortalità per complicazioni durante la gravidanza o il parto resta ancora uno dei più alti al mondo: perdono la vita oltre 400 donne ogni 100.000 gravidanze per cause che nell’80% dei casi sono risolvibili con adeguati controlli.
La scarsità di strutture adeguate, l’analfabetismo, la quasi totale assenza di informazioni igienico-sanitarie di base, la mancanza di disponibilità economiche e le distanze rendono per molte donne drammatici sia la gravidanza che il parto.
Inoltre, 2/3 delle donne nelle zone rurali non sanno che attraverso controlli regolari è possibile diminuire i rischi per sé e per il bambino e solo il 24% dei parti avviene in presenza di personale qualificato e all’interno di strutture sanitarie.
In un Paese dove una donna nel corso della propria vita ha una media di 7 figli, si inizia ad avere bambini anche molto presto: il 20% delle ragazze tra i 15 e i 19 anni, complici anche matrimoni forzati in giovanissima età, hanno già avuto una gravidanza, solo una donna su 5 conosce e fa uso della pianificazione familiare, tanto che il periodo che intercorre tra una gravidanza e l’altra è di soli 18 mesi per un terzo delle donne.
Nonostante i dati siano notevolmente migliorati anche in vista degli sforzi promossi per la diminuzione della mortalità infantile e per migliorare la salute materna, due degli Obiettivi del Millennio da raggiungere entro il 2015, per l’Afghanistan le gravidanze precoci restano una piaga sociale.
Così come la mortalità dei bimbi al di sotto dei 5 anni, che riguarda quasi 100 bambini su 1.000 nati vivi.
In Afghanistan, per mancanza di cure adeguate nei primi mesi di vita, i piccoli muoiono soprattutto per infezioni respiratorie o di altro tipo.
Grandi sforzi sono stati fatti, anche a livello governativo, ma la situazione resta preoccupante.

LA SOLUZIONE
Fondazione Pangea pone grande attenzione all’aspetto igienico sanitario durante la gravidanza e nei primi mesi di vita del bambino promuovendo, grazie al progetto Jamila, attivo a Kabul dal 2003, un programma di educazione, prevenzione e assistenza dedicato alle donne in attesa, alle neo mamme e ai neonati.
Il progetto prevede visite di controllo pre e post natali comprensivi di ecografie, accompagnamento presso le strutture sanitarie e un’adeguata campagna informativa, attraverso corsi dedicati alla salute riproduttiva per diffondere una corretta cura di sé e del bimbo fin dai primi mesi di vita.
Informazione ed educazione, infatti, sono le prime forme di tutela delle donne, sia per prevenire problematiche mediche, sia per evitare pratiche potenzialmente letali come gli aborti clandestini - a cui si sottopongono donne vittime di stupri, oppure in gravi difficoltà economiche, costrette ad aborti selettivi o all’abbandono dei neonati dalle famiglie perché incinte di bambine o impossibilitate a mantenere il piccolo.
Pangea collabora attivamente, con i propri progetti, alla realizzazione degli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite, tra i quali particolare importanza hanno, appunto, quello sulla salute materna e la lotta alla mortalità infantile.
Grazie ai progetti di Pangea, soltanto nel 2013, oltre 50 donne hanno potuto usufruire di visite mediche specialistiche trattamenti e cure, e hanno potuto essere seguite durante tutto il periodo della gravidanza.
Le operatrici hanno poi prestato particolare attenzione a 15 ragazze che, a causa di problemi economici particolarmente gravi, non avevano alcun accesso a trattamenti medici. Tutte le beneficiarie seguono i corsi di igiene e sanità presso i centri donna, per un totale di oltre 3300 donne e famiglie coinvolte dall’inizio del progetto, nel 2003.
Una ricaduta estremamente positiva e capillare, che contribuisce a far sì che le donne possano finalmente ricevere un’adeguata assistenza e possano affrontare la gravidanza in maniera consapevole e sicura.
Ma è necessario estendere l’assistenza prevista dal programma a molti dei distretti di Kabul e delle aree circostanti per poter raggiungere ancora moltissime donne che ogni giorno rischiano la vita per dare la vita.
Per questo Pangea continua il proprio impegno a favore della maternità sicura: perché nessuna donna debba più morire dando alla luce il proprio bambino.

Fonti: UNFPA, UNICEF, Afghanistan Mortality Survey 2010, Cedaw Report Afghanistan

per info:
Fondazione Pangea Onlus
www.pangeaonlus.org
ufficiostampa@pangeaonlus.org
02-733202