Pangea

Nuovi servizi e approccio innovativo dello Sportello Antiviolenza Online

Comunicato stampa > Sportello Antiviolenza

La violenza contro le donne, specialmente quella domestica, rappresenta una grave violazione dei diritti umani ed è un fenomeno allarmante, anche nel nostro Paese. Sono necessarie politiche integrate, nonché azioni mirate e decise per la tutela delle donne che subiscono abusi e per i loro figli, che convivono con la violenza in situazioni di forte disagio e paura, e per la prevenzione del fenomeno che coinvolge, in modo assolutamente trasversale, tutte le fasce della popolazione.
Per venire incontro alla necessità di servizi dedicati a quante si trovano in difficoltà, da alcuni anni Fondazione Pangea mette a disposizione delle donne un ulteriore strumento: lo Sportello Antiviolenza Online, da oggi completamente rinnovato con nuove sezioni sviluppate con le esperte del settore.
Lo Sportello è un sito all’interno del quale sono disponibili le informazioni fondamentali sulla violenza, come riconoscerla, una descrizione delle varie forme che può assumere, i numeri e i link utili per chiedere aiuto, una panoramica sulla legislazione a tutela delle donne che subiscono maltrattamenti e sulle convenzioni internazionali atte al superamento e al contrasto della violenza.
Ma lo Sportello è molto più di questo.

Uno strumento fondamentale di prevenzione, aiuto e supporto.
Lo Sportello rappresenta un “luogo” in cui è possibile interagire in prima persona e in forma anonima, con esperte del settore, ricevendo orientamento e informazioni per affrontare la violenza.
Tutto questo è possibile grazie al Forum.

Il Forum. Il filo diretto con le esperte.
Un parere online, richiesto in forma anonima, spesso rappresenta per molte donne il primo fondamentale passo per affrontare situazioni già gravemente compromesse, uno stimolo per attivare un percorso di uscita dalla situazione di difficoltà o per avviare una prassi giudiziaria.
Per questo motivo Pangea ha scelto di integrare all’interno dello Sportello una sezione di dialogo diretto con le esperte di genere, operatrici, avvocate, psicologhe, che operano nei Centri Antiviolenza partner della Fondazione in Italia.
Si rivolge a coloro che, trovandosi a vivere situazioni di violenza, necessitano di ricevere un orientamento o indicazioni utili, che spesso si sono rivelate risolutive. La consulenza fornita ha il duplice obiettivo di prevenire e avviare a soluzione le problematiche esposte fornendo informazioni di aiuto immediato.
Dall’apertura dello Sportello - nel 2008 - a oggi, sono state avviate oltre 200 discussioni – più di 40 solo nel 2013 – per un totale di circa 300 iscrizioni e oltre 31.000 visitatori.
Risultati che evidenziano l’incredibile bisogno e utilità del sito, e che hanno spinto Pangea a potenziarne il servizio con nuovi strumenti interattivi per renderlo ancora più capillare nella diffusione e incisivo nelle soluzioni.

Il test. Riconoscere la violenza è il primo passo per salvarsi.
La violenza di genere è un evento traumatico che può produrre ferite profonde e pesanti effetti nei vari ambiti della vita. Rappresenta la prima causa di mortalità e invalidità per le donne di età compresa tra i 16 e i 44 anni.
Tra le conseguenze della violenza vi sono danni fisici o psicologici transitori, cronici o permanenti e patologie psichiche; i disturbi interferiscono con le capacità lavorative e sociali della donna.
I figli, testimoni dei maltrattamenti sulle mamme, subiscono traumi paragonabili all’aver subito in prima persona le vessazioni.
“Da anni ormai lavoriamo con donne che sono state vittime di abusi continuativi da parte del partner – racconta Ana Maria Galarreta, coordinatrice del Programma Italia di Pangea – siamo convinti che il primo passo per uscire da situazioni di abusi, che è anche il più difficile, è quello di ammettere di subire violenza, spesso difficilmente riconoscibile in una delle sue varie forme, specialmente per quanto riguarda quelle meno manifeste. Teniamo presente, infatti – continua – che nella maggior parte dei casi è la persona alla quale hai dato fiducia a esercitare la violenza. Diventa naturale chiudere gli occhi e negare la realtà delle cose, per paura, per senso di colpa, per vergogna, per essere stata convinta che, a te, tutto questo non sarebbe mai accaduto o semplicemente perché non puoi comprendere perché l’uomo che dice di amarti, ti maltratti”.
Proprio per aiutare a compiere il primo passo, all’interno dello Sportello da quest’anno è possibile effettuare un test anonimo, pensato per aiutare a identificare i rapporti in cui esistono condizioni di violenza. L’obiettivo del test è quello di mettere in allerta le donne che stanno vivendo una situazione a rischio o già compromessa. Il controllo, l’isolamento, la denigrazione, le minacce sono, infatti, solo l’inizio di una spirale di violenza di cui molte donne non sono consapevoli di essere vittime.
“Il test – conclude Galarreta - è uno strumento utile per quelle donne donne che vivono situazioni di maltrattamento all'interno della coppia per uscire allo scoperto, prendere consapevolezza della reale situazione, e rompere il silenzio”.

Pangea in Italia contro la violenza
Pangea lavora in Italia a contrasto della violenza sulle donne dal 2008 con il Programma Italia che permette, attraverso differenti progetti, di prevenire, riconoscere e uscire da situazioni di abusi e maltrattamenti.
Oltre allo Sportello Antiviolenza, Pangea ha avviato il progetto Piccoli Ospiti, che lavora per il superamento del trauma subito da donne madri e i loro figli, rispettivamente vittime e testimoni di violenza domestica. Assistere a episodi di violenza contro la mamma (e talvolta essere oggetto di aggressioni) crea nei bambini traumi indelebili, e ne fa potenziali adulti maltrattanti per aver assunto la violenza come modello di comportamento senza alcuna alternativa valida, creando una trasmissione intra-generazionale del comportamento.
A seguito dei risultati positivi ottenuti con il progetto Piccoli Ospiti, è stato possibile per riuscire a strutturare un modello di intervento tra madri e figli vittime di violenza domestica basato su un confronto tra realtà che operano, in Europa, sullo stesso tema. Si è sviluppato pertanto, un progetto tramite il programma di finanziamento DAPHNE della Commissione Europea dal nome B-Side: a stop to indoor domino effect, con lo scopo di confrontare pratiche e raggiungere linee di intervento e analisi comuni tra i paesi partner coinvolti (al momento Italia, Spagna, Ungheria e Romania), promuovere l’informazione sulla problematica della violenza testimoniata e subita in famiglia dai minori e dalle loro madri ed elaborare modalità di intervento valide a livello europeo per fermare l'effetto domino della violenza.
In Italia, con il progetto Piccoli Ospiti, Pangea realizza concretamente un programma di recupero, accogliendo mamme e bambini, presso uno dei Centri Antiviolenza partner della Fondazione, in base proprio alla metodologia di approccio che si è ulteriormente sviluppata con B-Side.
I bambini e le mamme vengono aiutati a superare il trauma della violenza vissuto sia individualmente che insieme, al fine di re-instaurare una relazione affettiva e di fiducia reciproci, per essere in grado di affrontare il futuro.
I figli ritrovano una stabilità emotiva propria e recuperano nella figura della madre un punto di riferimento, mentre la mamma riacquista gradualmente la stima e la fiducia in sé (in quanto donna e genitore), perduta durante il periodo di abusi.