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Le richieste fondamentali delle donne al nuovo presidente afghano

Afghanistan > Speciale elezioni 2014

L’Afghanistan sta attraversando un momento delicato e cruciale della sua storia. In queste lunghe elezioni presidenziali milioni di donne e uomini afgani hanno riaffermato il loro impegno per la democrazia e la pace con un’ampissima partecipazione al voto, nella speranza di garantire un futuro di pace e sviluppo per se sessi e per i loro figli. Ma il loro impegno non finisce con il voto!
Riunite nella rete nazionale “Afghan Women’s Network” 117 organizzazioni femminili afgane e oltre 3.000 donne hanno elaborato un documento contente le richieste fondamentali delle donne al nuovo Presidente della Repubblica.
I due candidati che si contendono la successione di Karzai, Abdullah Abdullah e Ashraf Ghani, in attesa dei risultati del ballottaggio svoltosi lo scorso 14 giugno, hanno entrambi sottoscritto la petizione che riportiamo di seguito.

Ecco dunque cosa ci si aspetta ora dal nuovo leader, chiunque esso sia:

Come cittadine di questo Paese riconosciamo i progressi raggiunti da oltre un decennio di battaglie e di sforzi, sostenuti dal governo afgano e dalla comunità internazionale. La parità di diritti tra donne e uomini sancita nella Costituzione afgana (2004), l’elevata partecipazione politica delle donne promossa tramite le quote e le misure speciali a favore delle donne per compensare decenni di oppressioni e sofferenze rappresentano tappe importanti della nostra storia.

Tuttavia questi progressi devono essere sostenuti con il cambio di leadership a cui stiamo assistendo in questo momento. La salute, l’educazione e la partecipazione politica delle donne devono essere una priorità del nuovo governo, non solo un generale impegno della comunità internazionale. La voce delle donne deve contare esattamente come il loro voto conta e definisce il risultato delle elezioni.

Con questa petizione presentiamo un programma per l’Afghanistan e chiediamo che il nuovo presidente s’impegni ad adottare ogni misura e politica necessaria affinché donne e uomini possano esercitare gli stessi diritti e siano ugualmente tutelati dalla legge. In particolare chiediamo:

Educazione:
• aumentare la scolarizzazione delle bambine (sia nella scuola primaria sia nella secondaria)
• promuovere l’inserimento nei programmi scolastici di tematiche relative ai diritti delle donne e alle pari opportunità
• stanziare risorse specifiche per promuovere l’accesso delle donne all’università e all’alta formazione
• incentivare la formazione professionale di insegnanti e docenti universitari (sia uomini che donne)

Salute:
• ridurre l’alto tasso di mortalità materno-infantile
• garantire servizi sanitari di base nelle aree più remote del paese e migliorare gli standard di quelli delle aree urbane
• formare il personale sanitario affinchè possa garantire una risposta adeguata ed efficace alle richieste di aiuto delle donne vittime di violenza
• incentivare la formazione professionale di ginecologhe e ostetriche, in modo da garantire la loro presenza in tutte le province del Paese

Leadership politica:
• mantenere il sistema delle quote per favorire la partecipazione politica delle donne a livello nazionale e provinciale e prevedere delle quote anche nelle amministrazioni locali, nelle ambasciate e nelle missioni internazionali.
• sviluppare programmi di breve e lungo periodo per favorire l’accesso delle donne alle cariche dirigenziali

Giustizia:
• rispettare gli impegni sanciti nell’accordo quadro di Tokyo per il contrasto alla violenza di genere
• incentivare l’accesso delle donne alle professioni giuridiche
• nominare almeno un giudice donna presso l’Alto Consiglio della Corte Suprema
• supportare le case rifugio e l’assistenza legale alle donne che hanno subito violenze
• formare le forze dell’ordine per rispondere adeguatamente ai casi di violenza di genere

Pace e Sicurezza:
• impegnarsi nello sviluppo delle forze di sicurezza nazionale, in modo che la loro composizione sia rappresentativa della popolazione afgana e il loro addestramento consenta di rispondere alle esigenze di sicurezza di donne e uomini
• creare un ambiente e una cultura favorevoli al reclutamento, alla carriera e alla sicurezza delle donne all’interno delle forze di polizia
• incentivare la formazione professionale delle donne poliziotto affinché possano ricoprire ruoli di supervisione e leadership
• garantire una formazione sui diritti umani, i diritti delle donne, la protezione della popolazione civile e la violenza di genere nelle Accademie di formazione delle Forze di Polizia e dell’Esercito
• promuovere la partecipazione delle donne in tutte le fasi del processo di pace, così come nei programmi di ricostruzione e sviluppo
• rispondere alle esigenze specifiche delle donne i cui familiari sono ex combattenti
• attuare il Piano d’Azione Nazionale su “Donne Pace e Sicurezza” per rispettare gli impegni assunti con la Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

Economia:
• adottare e rafforzare le misure per favorire l’inclusione lavorativa delle donne sia nel settore pubblico che privato
• sostenere l’imprenditoria femminile come risorsa per un maggior sviluppo economico del Paese
• garantire una quota femminile nella gestione delle grandi aziende nazionali
• riconoscere il ruolo delle donne nel settore agricolo, favorire il loro accesso alle risorse e il loro spostamento per e dai mercati.