Pangea

La Maestra di Kabul. Quando raccontare una storia salva la vita

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Selene Biffi con Carlo Annese “La Maestra di Kabul”, Sperling & Kupfer (pp 256, prezzo di copertina € 17,50)

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Partita dalla Brianza per l’Afghanistan, con in testa “tante storie”.

Una sola frase per descrivere la follia e l’incanto dell’impresa di questa ragazza, per la quale, un po’ come nello stile Pangea, un Paese in guerra si cambia con piccole (ma grandissime) cose partendo un po’ dal basso, sporcandosi le mani.

Nel libro La maestra di Kabul (Sperling & Kupfer) Selene Biffi, una passata esperienza con l’Onu, e una recente occupazione di creazione di start up sociali, ritorna nella capitale afghana con in mente un progetto temerario: creare una scuola di storyteller, cioè di cantastorie, in un luogo dove la tradizione del racconto orale è molto forte. Perché allora non sfruttarla?

Così, in un Paese in cui il tasso di analfabetismo è altissimo, anche nella popolazione adulta, creare una piccola scuola per raccontare storie, può diventare un seme gettato in un terreno fertile, per raccontare sì, ma anche per insegnare, condividere, costruire un pezzettino alla volta un Afghanistan che ha bisogno di ritrovare se stesso e per diffondere messaggi che creano sviluppo: dalla salute, all’igiene, dall’importanza della scuola al rispetto della donna.

"La maestra di Kabul è una storia di determinazione e coraggio, umanità e passione, che mostra il volto più sano della cooperazione internazionale, quella fatta da chi ci crede, che rischia sulla propria pelle, che è convinto che cambiare il mondo si può, semplicemente cominciando a farlo.” così la casa editrice descrive lo spirito di questa ragazza piena di coraggio che, combattendo contro pregiudizi e resistenze, e gratificata dai piccoli grandi successi condivisi con chi ha partecipato con entusiasmo alla sua idea, ha scelto questa strada per lasciare un’impronta nella rinascita dell’Afghanistan.

Un approccio allo sviluppo diverso, che anche Pangea mette in atto da tanti anni. E non possiamo quindi far altro che condividere!