Pangea

ph Giovanni De Sandre per Fondazione Pangea Onlus

Donne e accesso alle risorse. Coltiviamo la speranza insieme

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agosto 2014

Ken Davies, coordinatore del programma Purchase for Progress del World Food Programme (il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite) non ha dubbi: sono le donne la spina dorsale dell’economia rurale dei Paesi in via di Sviluppo e lo scrive apertamente in questo articolo rilasciato al Guardian lo scorso giugno.
Anzi il potere delle donne che lavorano nell’ambito dell’agricoltura e dell’allevamento andrebbe non solo sviluppato, ma decisamente sbloccato.
Davies riporta che la popolazione femminile è – a livello mondiale - responsabile del 60-80% della produzione di cibo, e rappresenta la forza lavoro più competente del settore. Ma in molti casi, pur essendo al vertice del ciclo produttivo, le donne non possono possedere la terra che lavorano o gli animali che allevano, poiché sono gli uomini che detengono la proprietà e gestiscono le finanze familiari.
Secondo alcuni studi della FAO, se le donne avessero le stesse opportunità di accedere alle risorse al pari degli uomini, potrebbero incrementare la produzione mondiale di cibo fino al 30%, sufficiente per far definitivamente uscire dalla fame 150 milioni di persone.
In un proprio report il World Food Programme considera alcuni aspetti fondamentali della problematica.
Innazitutto, spiega Davies, è necessario agire sulle cause sotterranee delle ineguaglianze economiche, dovute principalmente ad alcuni aspetti culturali, religiosi e infrastrutturali che promuovo e alimentano le discriminazioni verso le donne. In base a queste caratteristiche, che variano anche in comunità limitrofe, devono essere studiate soluzioni ad hoc per promuovere l’accesso alla terra delle donne, che tengano ben presente il contesto socio-economico di riferimento. È necessario quindi stabilire una vasta strategia gender-oriented per risultati a lungo termine.
In secondo luogo, è indispensabile indirizzarsi alle donne stesse. Cosa spesso molto difficoltosa: alcune non sono inserite direttamente nell’organizzazione della conduzione delle attività, e possono svolgere compiti diversi e sovrapposti.
Così, ruoli differenti portano necessità spesso molto diverse, delle quali è bene tenere conto per una strategia più efficace.
C’è poi la questione dello sviluppo delle capacità e delle competenze, il cosidetto capacity building.
Le donne che si occupano di condurre le attività devono essere accompagnate attraverso un processo che coinvolga un loro empowerment sia dal punto di vista sociale che economico per un reale potenziamento delle competenze e quindi della resa dell’attività stessa.
Ogni programma di sviluppo deve prevedere quindi un accurato traninig sulle tecniche agricole, come investire il ricavato del raccolto, come associarsi in cooperative per avere più peso all’interno della vendita.
Senza dimenticarsi degli uomini, che vanno assolutamente coinvolti nei programmi per aumentarne la sensibilizzazione rispetto alle questioni di genere, all’interno delle comunità. Questo processo avrà maggiori risultati, quanto più le cariche rappresentative dei villaggi verranno coinvolte e quanto più si riuscirà a rendere evidenti i cambiamenti positivi per il benessere generale con una maggiore inclusione delle donne nei processi produttivi.
Grazie a questo tipo di approccio, molte delle donne che hanno visto un maggiore sviluppo del proprio accesso alle risorse, hanno acquisito maggior peso decisionale nella conduzione dell’economia familiare.

Un cambiamento che anche Pangea ha promosso e visto nascere negli anni, grazie ai propri progetti, spesso dedicati proprio all’avvio di attività di tipo agricolo o di allevamento, in India e in Afghanistan. Il microcredito di Pangea - affiancato da programmi di capacity building, gestione del risparmio ed empowerment – è destinato alle donne per attività realizzate e condotte da donne, che in molti contesti riescono a essere più produttive, più propense all’investimento per il benessere dei figli, e più consapevoli nella gestione delle risorse, rispetto agli uomini. In pratica un motore con una marcia in più per lo sviluppo di se stesse, delle famiglie e delle comunità di appartenenza.
Tutto il lavoro di Pangea, fatto insieme alle donne dei nostri progetti ha prodotto risultati davvero incredibili, sia nell’acquisizione da parte di queste donne di fiducia e sicurezza, ma anche di un nuovo status all’interno del contesto familiare.
Ogni donna che aiutiamo è una goccia nel mare della speranza. E continueremo ad alimentare questo mare.

Fondazione Pangea Onlus