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La strada innovativa di Pangea per portare sviluppo

Cosa facciamo > Report microfinanza

Donne: ripartire da sé.
La microfinanza di Fondazione Pangea come strumento per uscire dalla povertà attraverso un processo di empowerment.

Scarica [QUI il pdf] del Report.

In un contesto sociale segnato profondamente da una crisi economica che le recenti generazioni non ricordano di aver mai vissuto, in occasione della Giornata Mondiale della lotta contro la povertà Fondazione Pangea decide di rendere pubblici i risultati di un lavoro che da 12 anni porta beneficio a moltissime persone.
In questo report, non si troverà la ricetta a questa crisi, e neppure ci sogniamo di possederla. Si raccontano invece le modalità di lavoro per uno sviluppo sostenibile e paritario, attraverso le quali, dal 2002 a oggi, oltre 40 mila donne hanno potuto cogliere opportunità di vita grazie all’empowerment economico e sociale che Pangea ha offerto loro, con programmi a bassissimo costo, senza investimenti milionari, grazie unicamente a donazioni di singole persone, privati o imprese.

Quando abbiamo cominciato, volevamo dimostrare che la povertà può essere sconfitta senza necessariamente dover essere una grande agenzia delle Nazioni Unite o una grande organizzazione non governativa ma, semplicemente, costruendo un percorso insieme alle persone e restando fedeli al nostro ideale.
Negli anni non abbiamo tradito questo spirito e siamo restati al fianco delle donne alle quali avevamo promesso sostegno.
Con la microfinanza e il microcredito, quelli che erano progetti immaginati per durare 2 o 3 anni, sono divenuti programmi di empowerment e sviluppo di lungo periodo. Un’opportunità di riscatto che si fonda ogni giorno su piccole azioni che tengono presente l’accoglienza, l’ascolto, l’accompagnamento economico e sociale.
Regole semplici e logiche che spesso sono osservate con scetticismo e tenute in poco conto dagli esperti delle grandi agenzie.
Nel 2005, a due anni dall’inizio del nostro percorso di microcredito in Afghanistan, Simona Lanzoni (vice presidente e responsabile dei programmi di Fondazione Pangea) mi raccontò di aver incontrato l’allora direttore del Microfinance Investment Support Facility for Afghanistan (MISFA). Gli parlò del nostro progetto di microcredito per le donne e lui disse che per essere autosufficienti finanziariamente avremmo dovuto diminuire il tempo del prestito da un anno a sei mesi, oltre al fatto che difficilmente le donne avrebbero sviluppato in quel Paese.
Simona gli rispose che non lo avremmo mai fatto e mi disse: “Come avrei potuto spiegargli che le crisalidi hanno bisogno di tempo per diventare farfalle?” e il tempo le ha dato ragione.
Ci rendemmo conto in quell’occasione che il nostro lavoro seguiva una strada completamente innovativa e che Fondazione Pangea avrebbe rappresentato la crepa nel muro non per cambiare un sistema, ma per sostenere chi da quel sistema è fuori e aspetta solo un’occasione per inventarne uno diverso.
Parlando con grandi banchieri italiani, una volta, con evidente sarcasmo mi fu chiesto come poteva Fondazione Pangea pensare di ottenere risultati che i grandi istituti di credito non riuscivano a raggiungere, in termini di sviluppo territoriale e insolvenza. Risposi che non avevamo gli stessi obiettivi, e che la differenza sostanziale stava in piccoli accorgimenti del tipo: non dare credito a uomini ricchi, ma a donne che, avendone bisogno, avrebbero velocizzato i processi di sviluppo delle economie locali.
Dissi anche che, a differenza degli istituti di credito, Fondazione Pangea non avrebbe mai posto il denaro al centro, come soggetto, ma lo avrebbe sempre considerato oggetto per il raggiungimento di un obiettivo che non è restituzione del denaro, ma la realizzazione di un progetto di vita. A essa seguirà, come logica conseguenza, la restituzione che, però, anche se implementata da un tasso d’interesse, non avrà mai una formula speculativa, ma unicamente il compito di accrescere un capitale comune.
Concetti semplici ma fondamentali, che mettono sempre al centro la persona e non il denaro.
Abbiamo voluto presentare questo rapporto dopo 12 anni di lavoro e non dopo 12 mesi per non sentirci dire che da lì a poco il nostro sistema sarebbe fallito in quanto utopico.
Lo presentiamo oggi innanzi all’evidenza di un fallimento da parte di quei banchieri che ci guardavano con sospetto.

Buona lettura

Luca Lo Presti
Fondatore e Presidente di Fondazione Pangea
Ottobre 2014