Pangea

Perché in Italia fa paura l’educazione di genere?

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novembre 2014

Il Forum delle associazioni familiari dell'Umbria ha stilato un decalogo sulle azioni da intraprendere per evitare “lezioni di gender” in classe per i propri figli. Ma qual è il problema? Perché fa così paura l’educazione di genere?

Forse perché non si conosce fino in fondo che cos’è l’educazione alle differenze di genere. Perché si considera pericoloso spiegare ai giovani quali sono le differenze dovute al sesso e quali le differenze dovute alla cultura che, in quanto tale, cambia da un Paese ad un altro o da un’epoca all’altra? Perché evitare di guidare (che è cosa ben diversa dall’indottrinare) i ragazzi e le ragazze nel comprendere il significato dell’essere uomo o donna e come questo sia cambiato e continui a cambiare nel tempo? Perché non aiutarli a riconoscere quali sono i pregiudizi e gli stereotipi che, oltre a creare idee fuorvianti sul maschile e sul femminile, causano sentimenti di frustrazione e vergogna “perché non ci si sente adeguati” rispetto ai modelli imposti, e determinano difficoltà relazionali e affettive che spesso sfociano in disturbi alimentari, come l’anoressia o la bulimia? Perché le “femminucce” non devono dire parolacce e i “veri maschi” non devono piangere? Perché fin dai primissimi anni di vita il mondo si divide solo in rosa e celeste?

La scuola è il luogo più importante in cui si formano le giovani generazioni secondo i valori della cittadinanza democratica, della pluralità, dell’uguaglianza e del rispetto delle diversità. E allora che senso ha privarla del compito di dare gli strumenti e le basi per costruire relazioni fondate sul rispetto dell’altro sesso e sulla parità di genere? Perché lasciare questo compito solo alle famiglie e non prevedere che sia del personale preparato ed esperto a contribuire ad una crescita sana e consapevole delle nuove generazioni?

La promozione della parità di genere all’interno dei sistemi educativi è un pre-requisito fondamentale per il raggiungimento della parità de facto tra donne e uomini nella vita privata, pubblica e all’interno della società. L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non ha ancora elaborato politiche per la parità di genere in ambito educativo e su questo è già stata ripetutamente sollecitata sia dal Consiglio d’Europea che dalle Nazioni Unite. Non esitiamo ad andare avanti!

Noi di Pangea, seguendo le raccomandazioni e e le linee-guida internazionali, proseguiamo il nostro cammino e dall'Italia fino all'Afghanistan promuoviamo l'educazione alle differenze di genere affinchè tutte le persone coinvolte nei nostri programmi, donne e uomini, bambine e bambini, abbiano gli strumenti necessari per fare delle scelte di vita responsabili e libere da stereotipi e pregiudizi, affermandosi così come persone consapevoli, sicure di sè e capaci di costruire relazioni di pace e rispetto.

Claudia Signoretti
Coordinatrice Programma Afghanistan e Programma India di Fondazione Pangea Onlus