Pangea

Non possiamo dimenticare i minori vittime della violenza assistita

Punto di vista > Italia

novembre 2014

Nella Giornata Internazionale del Fanciullo, non possiamo dimenticare i minori vittime della violenza assistita, quella violenza a cui i minori assistono tra le mura domestiche e che spesso viene minimizzata, come è dimostrato dal fatto che non esistono in Italia dati statistici specifici sul fenomeno.

La violenza assistita indica quegli atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale perpetrata su figure di riferimento, molto spesso la madre, di cui il bambino può fare esperienza. La esposizione alla violenza ha un impatto negativo nella vita, il benessere e lo sviluppo di bambini e bambine che ne sono testimoni. Diversi studi mostrano che i bambini esposti alla violenza in famiglia presentano condotte più aggressive e antisociali, inibizione e paura rispetto ai bambini che non sono stati esposti alla violenza.

I dati della ricerca ISTAT del 2006 pubblicata nel 2007 ci dicono che 690 mila donne, vittime di ripetute violenze da parte del partner, avevano figli al momento della violenza. Il 62,4% ha dichiarato che i figli hanno assistito ad uno o più episodi di violenza.

Esistono effetti a lungo periodo, che possono associarsi alla esposizione dei bambini a situazioni di violenza famigliare, il più importante è che questo tipo di situazione costituisce un modello di apprendimento di condotte violente nelle relazioni di coppia. I bambini apprendono a definire se stessi, a capire il mondo e come rapportarsi con esso a partire da quanto osservano intorno a loro. E poiché la famiglia è considerata come primo agente di socializzazione del bambino, essa sarà determinante al momento di instaurare modelli appropriati di funzionamento sociale.

I bambini che crescono in situazioni di violenza domestica interiorizzano valori negativi sui rapporti di coppia e con gli altri, specialmente sulla legittimità dell’uso della violenza come metodo valido per la risoluzione dei conflitti.

Per prevenire tali rischi è necessario agire e intervenire nei casi di violenza assistita, rilevandoli con tempestività, individuando i segnali di malessere che i bambini non mancano mai di esprimere attraverso i loro comportamenti; adottando tutte le necessarie misure a protezione dei minori vittime di violenza assistita, garantendone la salute fisica e psicologica; intervenendo con adeguati supporti a livello psicologico, per evitare che la violenza assistita produca conseguenze irreparabili sulla personalità del minore. Inoltre, a livello di relazioni famigliari, è indispensabile rendere praticabile un percorso di recupero della funzione genitoriale da parte della madre, in un rigenerato quadro affettivo.

Fondazione Pangea, affronta le gravi conseguenze che l’esposizione alla violenza in famiglia provoca implementando programmi di intervento sui minori e le loro madri allo scopo di recuperare il rapporto compromesso dalla violenza. L’obiettivo è quello di rafforzare il rapporto madre-figli al fine di riequilibrare e stimolare l’intero nucleo familiare riguardo al prendersi cura di qualcuno e/o qualcosa, concetto generalmente carente nei rapporti madre/figli che sono stati segnati da episodi di violenza, intraprendendo un lavoro di rielaborazione del loro vissuto attraverso attività di laboratori ludo-pedagocici e psico-educativi.

Le esperienza Piccoli Ospiti Pangea è stata sperimentata anche a livello europeo, in un programma Daphne con il progetto B-SIDE Una barriera per fermare l’effetto domino della violenza domestica sui minori, che ha visto confrontarsi realtà e contesti diversi tra loro. Il progetto si è svolto in diversi Paesi d’Europa, con programmi di intervento simili, con l’obiettivo di sostenere la madre e i figli vittime di violenza a superare l’evento traumatico e a recuperare e rinnovare il rapporto affettivo tra di loro.

L’impegno di Fondazione Pangea è quello di continuare a replicare il “metodo Piccoli Ospiti Pangea” il più possibile, certi che questo strumento può contribuire concretamente a contrastare gli effetti della violenza subita e a sostenere i bambini coinvolti nelle attività del progetto nel difficile cammino insieme alle loro mamme, verso una ritrovata serenità.

Fondazione Pangea Onlus