Pangea

Ashraf Ghani e le speranze del popolo afghano

Punto di vista > Afghanistan

novembre 2014

Si sono concluse, pochi mesi fa, le burrascose e infinite elezioni afghane che hanno portato, dopo molti mesi di attesa e contrasti politici, all’elezione di Ashraf Ghani e ad una larga intesa di governo.

Dopo i festeggiamenti è giunto ora il momento della riflessione e delle nuove speranze. Il popolo afghano si interroga, oggi, sul futuro del proprio Paese e sui possibili cambiamenti promessi dall’attuale Presidente. Durante la corsa elettorale di primavera Pangea aveva dato voce alle speranze ed ai sogni delle donne locali, svolgendo una piccola ricerca per verificare concretamente come il nostro lavoro in Afghanistan, iniziato oltre 10 anni fa, su temi quali la sensibilizzazione ai diritti ed all’empowerment delle donne, avesse in qualche modo influito sulle aspettative politiche delle beneficiarie sul loro Paese.

Abbiamo confrontato la nostra ricerca, condotta su 100 donne di Kabul, che partecipano al Progetto di microcredito “Jamila” e composta da 22 domande con quella assai più vasta ed approfondita, elaborata dal Hast-E-Subh Dayli Newspaper e intitolata “People Expectations and priorities from the President”, condotta su 6380 persone, di cui 4.688 donne e 2.154 donne.

Le questioni sociali e politiche che il Presidente Ghani dovrebbe affrontare con maggiore urgenza risultano simili in entrambi gli studi, infatti sia le donne intervistate da Pangea che le persone intervistate dal Hast-E-Subh Dayli Newspaper ritengono che la disoccupazione, la sicurezza, la corruzione e l’istruzione dovrebbero essere delle priorità assolute nell’Agenda politica del Governo.

Nella nostra piccola ricerca le donne hanno però evidenziato tra le “urgenze” anche quella della condizione femminile, mettendo in luce quanto il problema legato alla forte discriminazione di genere, rappresenti un ostacolo per la reale crescita sociale, economica e politica del Paese. Ricordiamo che in Afghanistan, nonostante l’era buia dei talebani sia in parte tramontata, esistono e persistono delle gravi violazioni dei diritti umani legati al mondo delle donne: retaggi culturali di stampo patriarcale, regole non scritte che costringono a matrimoni forzati, a violenze domestiche e psicologiche che influiscono pesantemente sulle scelte e sulle vite della maggioranza delle donne afghane.

Le nostre beneficiarie, seguendo da anni un programma di informazione e di educazione ai diritti delle donne, mostrano una profonda consapevolezza del problema. Dalle risposte di alcune di loro si evince che ritengono necessario trovare soluzioni sia “top down”, che passino attraverso un cambiamento delle leggi di questo Paese e di una sempre maggiore presenza femminile nelle politica e nei ruoli chiave della società , sia “bottom-up”, ovvero creando, programmi mirati di sostegno per tutte quelle donne che subiscono ogni forma di violenza e programmi di sostegno economico come fornisce Pangea.

Ciò affinché le donne possano realizzarsi sia come persone, sia come parte attiva della società, lavorando, studiando e contribuendo a migliorare concretamente la società in cui vivono.

L’impegno costante di Organizzazioni come Pangea hanno saputo dimostrare come i programmi e il lavoro sul campo a medio e lungo termine , possano portare a risultati concreti.

Il Presidente Ghani ha ora il compito di governare un Paese che negli ultimi anni , nonostante continui ad essere tra i più pericolosi al mondo e con radicati problemi economici e sociali, è profondamente mutato.

Noi di Pangea non ci stancheremo mai di ribadire che il successo delle buone pratiche politiche passa sempre attraverso l’ascolto dei bisogni della popolazione. Sia le nostre beneficiarie, sia il popolo afghano in generale chiedono, a gran voce, che vengano messi in atto profondi e radicali cambiamenti politici e sociali.

Tutti noi ci auguriamo che Ashraf Ghani sia all’altezza delle promesse fatte nel periodo elettorale , che sappia ascoltare il popolo e soprattutto che dia spazio alle donne sia in politica sia nella società afghana.

La strada non è facile, ma aspettiamo tutti un forte segnale di cambiamento. Per questo esprimiamo un augurio al neo eletto Presidente, in pasthu, sua lingua natale “Sadar sed da makhy de rana sha” (Buona fortuna Signor Presidente!).

Barbara Gallo
Collaboratrice su tematiche afghane di Fondazione Pangea Onlus