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Coraggio, lavoro, fiducia. Da concetti impensabili a realtà

Testimonianze > Wahida, Zarifa e Shaima

Wahida ha 28 anni ma è già vedova e con 5 figli a carico. È rimasta orfana di entrambi i genitori a 5 anni e non ha mai avuto la possibilità di andare a scuola. Zarifa vive con il marito disabile e 9 figli in una casa senza acqua né elettricità. Shaima è una donna quarantenne, analfabeta e madre di 8 figli, di cui 6 femmine e 2 maschi, uno disabile. Il marito è disoccupato e Shaima non ha mai avuto un lavoro al di fuori delle mura domestiche, impegnata esclusivamente nella cura della casa e della sua famiglia.

Fino a pochi mesi fa Wahida, Zarifa, Shaima non si conoscevano e non avevano idea di cosa fosse un centro donna Pangea; ognuna viveva chiusa tra le quattro mura domestiche, dedita alla propria famiglia, con poche o nessuna possibilità di confronto con il mondo esterno. Le loro vite erano accomunate solo dalla povertà, dalla sofferenza, dai traumi e dalle cicatrici lasciate dalla guerra e da tanta solitudine.

Ma da un mese a questa parte nelle loro vite c’è qualcosa in più: una speranza, un’opportunità e un gruppo di persone impegnate ad accompagnarle e sostenerle in un nuovo percorso.

Wahida, Zarifa, Shaima infatti sono tra le 140 donne che quest’anno per la prima volta hanno ottenuto un microcredito da Pangea e tra le 279 donne (contando anche chi quest’anno ha rinnovato il prestito per la seconda o la terza volta) che partecipano ai programmi di alfabetizzazione, educazione ai diritti, igiene, sanità e teatro e sono protagoniste di un percorso di riscatto dalla povertà e dall’emarginazione e di un nuovo progetto di vita.

Da quando hanno ricevuto il microcredito - la scorsa estate - Wahida, Zarifa e Shaima si incontrano tutte le settimane, trascorrono ore nel centro donna in compagnia di altre donne, raccolgono i risparmi che hanno accantonato durante la settimana, pagano la rata del microcredito, seguono le lezioni di calcolo, diritti umani, igiene e salute riproduttiva, raccontano le loro storie, si confrontano, condividono problemi e difficoltà, si incoraggiano e si aiutano le une con le altre per affrontarli, costruiscono solidarietà e fiducia, in se stesse e nel loro futuro.

Con il microcredito Zarifa ha iniziato a lavorare come panettiera, Wahida come sarta e Shaima ha acquistato un carretto con cui il figlio vende oggetti di seconda mano lungo le strade di Kabul. I guadagni sono ancora modesti perché sono all’inizio (in media 400-500 afgani al giorno, tra i 90 e i 120 euro al mese), ma la voglia di crederci e di andare avanti è tanta.

E insieme a loro anche tutte le “nuove amiche” di Wahida, Zarifa e Shaima, seppur con pesanti bagagli di disagio alle spalle - analfabetismo (solo il 18% di loro sapeva leggere e scrivere), una media di 5 figli, una casa fatta di 1 o 2 stanze da condividere in genere con un’altra famiglia e, per la metà dei casi, senza elettricità – si sono cimentate in un’attività di microimprenditoria, da sole o con qualche familiare. 3 donne hanno iniziato a lavorare come parrucchiere, 11 come panettiere, 20 come sarte, 35 hanno avviato una piccola attività di vendita ambulante e 44 hanno aperto un negozietto, 3 riparano e vendono scarpe e 8 preparano e vendono cibo.

Così, da oggi, le storie di Wahida, Zarifa, Shaima e di centinaia di altre donne hanno finalmente qualcosa di diverso e di positivo che le accomuna: il coraggio, la determinazione, la fiducia, la solidarietà e la possibilità di rinascere. Parole che fino a pochi mesi fa potevano risultare suoni sconosciuti e irriproducibili ma che ora, con poco tempo ma con grande sforzo di tutti noi, suonano come una musica carica di energia nella quotidianità di tutte quante.

È proprio per rendere conto di questa energia, scaturita dai programmi che Pangea, anche a Kabul, realizza dal 2012, che è stato messo a punto il report "Donne: ripartire da sé. La microfinanza di Fondazione Pangea come strumento per uscire dalla povertà attraverso un processo di empowerment".

Il primo rapporto sulla dimensione di genere della povertà e sugli strumenti offerti alle donne per uscire dall’esclusione sociale e finanziaria. Un resoconto dettagliato dei risultati ottenuti con la “formula Pangea” in 12 anni di attività. Non una formula magica, ma un modus operandi che dimostra che per sconfiggere la povertà non servono i grandi numeri, ma un progetto di sviluppo sostenibile e paritario, che metta al centro la persona e non il denaro.