Pangea

Foto da countryoffice.unfpa.org

Matrimoni forzati: non sempre le tradizioni vanno rispettate

Punto di vista > Afghanistan

gennaio 2015

Gli effetti nocivi dei matrimoni forzati di bambine e ragazze sono inevitabili e incontrovertibili. Per questo l’adozione di un Piano d’Azione Nazionale per eliminare i matrimoni forzati e precoci deve essere una delle priorità del nuovo governo afgano. Con questa premessa si è inaugurata a Kabul una due-giorni di consultazioni interministeriali sulla prevenzione e il contrasto dei matrimoni precoci in Afghanistan, organizzata dal Ministero per la Gioventù e il Ministero del Lavoro, Affari Sociali e Disabilità con il sostegno dell’agenzia delle Nazioni Unite UNFPA.

Secondo le statistiche nazionali, il 17,3% delle ragazze di età compresa tra 15 e 19 anni e il 66,2% delle giovani tra 20 e 24 anni è sposata. Un’indagine AMICS (Afghanistan Multiple Indicator Cluster Survey) del 2010-2011 rileva che il 15,2% delle donne si è sposato prima di aver compiuto 15 anni e il 46,4% prima dei 18. Come mostrano le statistiche, il problema è considerevole e ad oggi non c’è una politica nazionale atta a sradicare questa tradizione culturale. “La nostra gioventù è il futuro del nostro paese e per questo deve essere tutelata. Non abbiamo bisogno solo di giovani uomini per ricostruire il Paese e la società, anche le ragazze ricoprono un ruolo importante. I nostri leader religiosi possono aiutarci ad educare il popolo afgano secondo i valori dell’Islam ed eliminare queste lesive consuetudini” ha affermato Mohammad Nabi Farahi, rappresentante del Ministero dell’Informazione e della Cultura.

Wasel Noor Mornand, rappresentante del Ministero del Lavoro, Affari Sociali e Disabilità, ricordando il suo recente viaggio nella provincia di Herat, ha raccontato “è stato triste incontrare e conoscere tante giovani che sono state sposate dalle loro famiglie a uomini molto più anziani di loro, non per dare alle ragazze la possibilità di costruirsi una famiglia e avere figli, ma solo per servire e accudire questi uomini durante la loro vecchiaia”.

Asif Nang, del Ministero dell’Educazione, ha sottolineato il diritto all’istruzione di queste ragazze “Ogni giovane ha il diritto di crescere e svilupparsi prima di iniziare una vita familiare. È fondamentale che le ragazze ricevano prima un’educazione e conoscano la vita, per poi affrontare il matrimonio e la vita familiare con consapevolezza. L’educazione le aiuta non solo a costruire una famiglia sana e salda, ma anche a prendere parte alla società".

Uno dei motivi all’origine dei matrimoni precoci è la povertà: le famiglie povere sposano le loro giovani figlie perché lo ritengono l’unico modo di garantire la loro sopravvivenza. Ciononostante non c’è nulla che possa giustificare tale pratica. Karamatullah Seddiqi, rappresentante del Ministero degli Affari Religiosi, ha rimarcato la responsabilità dei media nell’educare le persone. “Bisogna utilizzare tutti i canali di comunicazione per dare alla popolazione una corretta informazione ed evitare, come spesso accade, che il Corano sia mal interpretato”.

Un altro problema legato ai matrimoni forzati è la salute. La fistola, l’HIV e i problemi di alta pressione durante e dopo la gravidanza sono molto diffusi tra le giovani afgane oggi “In Afghanistan le donne e la ragazze stanno morendo a causa di questa pratica” denuncia Fawzia Armini, giudice della Corte Suprema di Kabul “La legge prevede che le ragazze possono sposarsi a partire dai 16 anni, ma questo non significa che debbano sposarsi il giorno dopo aver compiuto 16 anni!”.

Concordato dunque l’obiettivo comune di eliminare questa consuetudine e proteggere le ragazze dai danni dei matrimoni forzati e precoci, il primo passo individuato è stato quello di assicurare che tutte le nascite e i matrimoni siano registrati ufficialmente. Fino ad oggi questo non è avvenuto, i matrimoni non vengono registrati, per cui è praticamente impossibile garantire l’applicazione della legge e i diritti in essa previsti, se non vi è alcuna traccia di ciò che avviene all’interno delle famiglie. Successivamente, i ministri si sono confrontati in gruppi di lavoro, hanno elaborato una prima bozza del Piano d’Azione Nazionale contro i matrimoni precoci e hanno definito i criteri per la realizzazione di un’indagine nazionale per la raccolta di dati aggiornati sulla pratica dei matrimoni forzati e precoci nelle diverse province del Paese, con l’obiettivo di conoscere meglio la dimensione effettiva del fenomeno e formulare le politiche più idonee ad affrontarlo.

Nell’attesa di sapere cosa prevederà il Pian d’Azione, Pangea continua intanto a lavorare a Kabul per dare a quante più donne possibile tutti quegli strumenti che possano prevenire i matrimoni precoci o arginarne gli effetti nel caso in cui siano già stati imposti: corsi sui diritti umani, perché le donne siano consapevoli di quali sono i loro diritti e i diritti delle più piccole e cosa prevedono le leggi per tutelarli; corsi di igiene, sanità e salute riproduttiva, perchè imparino a prendersi cura del proprio corpo e della propria salute, conoscano i rischi di gravidanze precoci o troppo ravvicinate, e possano portare alla luce i propri figli e figlie in condizioni salubri e sicure; microcrediti, perché abbiano un’opportunità concreta di uscire dalla povertà e acquisire autonomia e rispetto da parte degli uomini; attività di teatro partecipativo, perché dopo aver imparato quali sono i propri diritti, possano allenarsi a metterli in pratica e capire come esercitarli nella loro quotidianità.

“Come posso difendere il mio diritto a studiare e scegliere quando sposarmi?” “Come posso evitare che le mie figlie siano condannate al mio stesso destino di analfabetismo, subordinazione, povertà e violenza domestica?” “Come posso evitare che mia figlia rischi di perdere la vita nel dare al mondo suo figlio?” A queste domande, di centinaia e centinaia di donne afgane, Pangea cerca ogni giorno, con tanti e diversi strumenti, di dare delle risposte. Quale e quando sarà la risposta del governo afgano?

Claudia Signoretti
Coordinatrice Programma Afghanistan e Programma India di Fondazione Pangea Onlus

Fonte: http://countryoffice.unfpa.org/afghanistan/2015/01/08/11238/national_action_plan_to_eliminate_early_and_child_marriage/