Pangea

Foto da: http://treechangedolls.tumblr.com/

Tree change dolls: bambole che tornano a fare le bambole

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gennaio 2015

Il dibattito sull'influenza che i giocattoli esercitano sulla psiche dei bambini e delle bambine è aperto da tempo. Non giocattoli neutri, ma giocattoli commercializzati con appositi cliché di genere, giocattoli che perpetuano stereotipi di bambini-ingegneri e bambine-casalinghe, suddivisi per colori e nomi pensati come più “adatti” a un maschietto o a una femminuccia.

Non vi sono pareri concordi sulla questione. Non necessariamente chi da piccolo gioca con le macchinine, da grande sarà un pilota (o un assicuratore) o chi è diventato medico da piccolo si dilettava solo giocando all’Allegro chirurgo. Il tema non è la tipologia di giocattolo, ma la sua categorizzazione come gioco da maschio o gioco da femmina, quando spinge i bambini a pensare che certe attività o certi comportamenti sono auspicati per un genere e fortemente osteggiati per l’altro. E, soprattutto, quando tali giocattoli diventano modelli da seguire ad ogni costo, a discapito della possibilità di potersi godere il gioco e la propria infanzia.

Per questo segnaliamo questa curiosità che arriva dall’Australia, a metà strada tra il gesto artistico e la riflessione sociale, che si ritrova sotto la definizione di Tree change dolls.

Dopo i nani da giardino in gesso, che soprattutto in Germania vari gruppi si divertono a “liberare” dai giardini per “riconsegnarli” ai boschi, ecco la volta delle sexybambole, raccolte dall’autrice dell’iniziativa nei mercatini dell’usato della Tasmania. Sexybambole che non sono giochi erotici, ma sono bambole messe in commercio per un pubblico di bambine ma che presentano caratteri fortemente adultizzati come tacchi a spillo, trucco pesantissimo e vestiti da spogliarellista (niente di male, ripetiamo, se non fossero pensati come modelli, e non spingessero le bambine a volerle emulare a costo di snaturare così la propria età del gioco).

L’iniziativa è molto semplice. Vecchie bambole dall’aspetto discutibile, vengono “liberate” da trucchi e orpelli inutili e “riconsegnate” alla dimensione di giocattoli per bambine, in una forma che le fa apparire proprio come giocattoli, o come persone reali che si incontrano nella quotidianità.

Sul sito http://treechangedolls.tumblr.com/ potete vedere una galleria dei lavori meglio riusciti; volti comuni, apprezzabili per la loro semplicità, in vestiti realizzati a mano dalla madre dell’autrice.

Un azione simbolica, insomma, per riportare i giocattoli alla loro dimensione e mostrare alla bambine (e ai genitori) come la ricerca continua della sensualità e della perfezione fisica non sono modelli sani, ma solo strumenti commerciali volti a condizionarle in negativo.

Paolo Riva
Responsabile contenuti web e socialnetwork di Fondazione Pangea Onlus