Pangea

Da dieci a diecimila - Manifestazione contro la violenza sessuale

Punto di vista > India

marzo 2015

Il 19 marzo 2015 migliaia di donne si sono incontrate al College Square a Calcutta per iniziare una lunga marcia di protesta contro la violenza sessuale nei confronti di donne e bambine e dei gruppi più vulnerabili della società (omosessuali, trans, prostitute ecc.). Oltre 3.000 persone hanno marciato con cartelli e manifesti per chiedere la fine di queste innumerevoli violenze sessuali.

La manifestazione, promossa e organizzata dalla partner indiana di Pangea - l’associazione AWWD - ha visto anche la partecipazione di 200 poliziotti incuriositi e interessati all’evento, e si è svolta a pochi giorni di distanza dall’ultimo stupro di gruppo avvenuto nello Stato del West Bengal, a 80 chilometri da Calcutta, a danno di una suora ultra 70enne abusata da 6 uomini in un convento.

Ecco il manifesto dell'iniziativa:

Da dieci a diecimila - Scenderemo in strada continuamente contro ogni forma di violenza sulle donne

La violenza sessuale e lo stupro su donne e bambine, in tutto il Paese, hanno superato ogni limite, non solo in termini numerici, ma anche in termini di estensione della crudeltà e dell’orrore.
Questa brutalità colpisce non solo donne e bambine, ma anche persone omosessuali, trans, prostitute ecc. e persone con disabilità.
Non mancano leggi contro la violenza nei confronti delle donne. Recentemente nuove leggi sono state promulgate e vecchie leggi sono state aggiornate. Ma il divario tra la legge e la sua applicazione, o meglio la passività e la totale mancanza di interesse da parte del governo e degli organi di giustizia sono la principale causa della diffusa impunità: gli aggressori non sono arrestati e, anche quando lo sono, non sono condannati né puniti. Nonostante i cambiamenti sulla scena politica, la violenza sessuale persiste, senza tregua.
Nella nostra provincia lo scenario non è diverso dal resto del Paese: siamo ai primi posti nel Paese per numero di aggressioni sessuali e mancanza di giustizia e riparazione alle vittime.
Stupri, torture, uccisioni, brutalità a Calcutta, nelle altre città e nelle campagne del West Bengal sono ormai all’ordine del giorno. Un governo che è arrivato al potere mettendo in primo piano la violenza sessuale sulle donne, quanto rapidamente si è trasformato, diventando il riparo, il sostegno e la speranza dei maltrattanti anziché delle maltrattate!
Di conseguenza, non solo sono aumentati repentinamente gli episodi di violenza sessuale, ma si è mostrata la stessa rapidità nel tentare di soffocare ogni protesta e resistenza, di annientarle sul nascere, sia che fossero individuali che organizzate. Al contrario, l’arresto e la punizione dei responsabili non ha mai mostrato la stessa rapidità. Molto spesso il processo inizia con riluttanza o contro pressione, in una serie di tira e molla politici, in modo che le speranze della ricorrente di ottenere giustizia diventano sempre più fievoli fino a toccare il fondo.
Di certo questa tendenza non è iniziata ieri. Anche il precedente governo e il partito di maggioranza hanno usato la violenza sessuale per mantenere il potere tramite l’intimidazione e l’allarmismo, anche loro hanno usato la polizia e l’amministrazione come scudo e difesa dei criminali. E questa protezione non è fatta solo dai governi e dai partiti politici, le origini di questo processo sono ben più profonde e sono legate al nostro percorso di crescita. Siamo cresciuti credendo nella superiorità della mascolinità. La mascolinità si esprime attraverso l’aggressione sessuale che, a sua volta, rinforza la mascolinità. Questa mascolinità e la sua affermazione tramite la violenza ha forti legami con il potere del capitale, dai quotidiani stupri sulle donne mentre si estraggono i minerali, alle esperienze quotidiane di donne che per mantenere il proprio lavoro devono sopportare molestie e aggressioni sessuali.
E non solo questo. Questa società impone varie restrizioni alle donne – sociali, religiose e promosse dallo Stato – ma, anzichè punire gli aggressori criminali o tentare di recuperarli, sia la società che lo Stato proteggono le loro putride azioni. Così si è creata una velenosa cultura dello stupro.
Sappiamo bene che cosa non è accaduto, che cosa non accade e perché non accadrà. Oggi siamo qui nell’estremo tentativo di portare ciò che invece dovrebbe accadere. Ci sono tanti fattori di diversità – la classe sociale, il lavoro, la sessualità, l’ideologia. Ma su un punto siamo tutte unite oggi – ogni tipo di violenza sessuale sulle donne, sulle bambine, sulle persone con un diverso orientamento sessuale deve finire. Per questo siamo preparate oggi a resistere con fermezza, con il potere della collettività.

Le nostre richieste:

•Tutti i casi di violenza sessuali devono essere portati rapidamente a termine tramite processi veloci. In ogni distretto, deve essere istituito un adeguato numero di corti per i processi veloci e i Comitati contro la violenza sessuale.

•Ogni distretto deve avere un centro anticrisi (per l’assistenza sanitaria, il counselling, la registrazione della denuncia, l’assistenza legale, tutto in unico spazio e a servizio delle donne abusate).

•Bisogna fermare l’uso della violenza sessuale come strumento di risoluzione delle dispute politiche. Fermare la violenza sessuale sulle donne lavoratrici nei settori non organizzati e applicare regolarmente la normativa in materia.

•Gli stupri all’interno del matrimonio devono essere puniti legalmente.

•Occorre prendere delle misure contro la passività della polizia appoggiata dai partiti e dai governi.

•Le forze dell’ordine e i burocrati accusati di passività e inazione dovrebbero avere punizioni esemplari.

•Gli episodi di violenza sessuale devono essere riportati dai media con sensibilità invece che essere usati come oggetto di notizie sensazionalistiche.

•Il fondamentalismo religioso legittima la violenza sessuale e rafforza il controllo morale. Bisogna opporre resistenza a tutto ciò.

•Bisogna fermare la violenza sulle donne agita dallo Stato utilizzando la legge sui poteri speciali delle forze armate e abrogare immediatamente la legge.

•Occorre istituire immediatamente delle cellule contro le molestie sessuali in tutte le istituzioni incluse quelle preposte all’istruzione.

Il nostro appello alla società civile:

Scopriamo ciò che è appoggiato e coperto dallo Stato, una cultura della violenza sessuale consumistica e aggressiva e attiviamoci per protestare e resistere a questo.
Altrimenti, tu, io, tutte noi possiamo diventarne futuri bersagli.
Unisciti a noi! Unisciti alla protesta contro la violenza sessuale sulle donne e i gruppi vulnerabili.