
Pangea è nata prima di tutto dentro di noi.
Chiamatela consapevolezza, coscienza, bisogno, disagio, sogno...
Ci inoltravamo nella conoscenza e nelle problematiche che affliggono il "sud del mondo", conoscendo personalmente donne afghane, pakistane, indiane, africane… che venivano in Italia a raccontare, a un pubblico ignaro e sorpreso, le loro storie disperate, intrise di soprusi e di violenza:
«Io vengo da un cimitero che è chiamato Afghanistan...».
E poi?
Avvertivamo in modo chiaro e doloroso che non bastava ascoltarle e condividere, ascoltarle e denunciare. Era necessario dare alla volontà, alla determinazione e al talento di queste donne, strumenti che permettessero, una volta tornate a casa, di impostare un futuro diverso per sé stesse e la propria famiglia. Un'opportunità di cambiare il loro mondo… di cambiare il mondo, non attraverso grandi proclami politici, ma grazie al gesto quotidiano del lavoro, nel costruire e ricostruire giorno dopo giorno.
Nel DNA di Pangea c'è sempre stato questo "sogno" potente e umano che nel luglio 2002 ha cominciato a trasformarsi in "segno" concreto e in continua evoluzione.
Abbiamo risposto ad una richiesta di aiuto in Romania, con quel mix di coscienza ed incoscienza che ti spinge a "buttare il cuore al di là dell'ostacolo" e a partire, creando la Fondazione Pangea Onlus. Soprattutto, abbiamo cominciato a parlare a chi conoscevamo e, via via, anche a chi non conoscevamo, della vita indegna che queste persone stavano subendo e di come intervenire per dare a loro la possibilità di ricominciare il cammino interrotto. Non "massimi sistemi", ma storie di donne, di persone.
E le persone, in Italia, hanno capito e hanno risposto. Semplicemente. Perché in fondo si parlava anche di loro, della loro vita, di un futuro che accomuna la gente della Terra.
Negli anni successivi Pangea ha ampliato la sua azione in Asia, in Sud America, in Africa, strutturandosi e assumendo professionalità specifiche per rendere ancora più efficace la sua azione. Non ha mai smesso di interrogarsi, di criticarsi, di modificarsi per trovare nuove strade, nuove soluzioni, per garantire un "segno" sempre più profondo e risolvente.
Oggi e domani Pangea resterà un gruppo entusiasta di persone che aiutano altre centinaia, migliaia di persone a sentirsi esseri umani, nel rispetto, nel lavoro, negli affetti. Con la stessa ferma volontà di cambiare il mondo, verso un mondo che non ha separazioni né confini, come Pangea.