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    …i negoziati fra Uganda e ribelli del sedicente Esercito di Resistenza del Signore (bambine e bambini soldato, massacri, terrore da troppi anni) sono a un punto morto, moribondo…
    L’uomo vi dimorò per circa 7 milioni di anni prima di dirigersi, curioso, verso l’Eurasia e poi caparbio fino in Australia e in America, attraverso lo stretto di Bering. Rimase per un tempo difficile da immaginare: 7 milioni di anni a cacciare e a raccogliere i frutti spontanei della terra, evolvendo senza modificare, nel mondo e per il mondo. Cambiando senza cambiare …6 aprile 2007, In Darfur continuano le sistematiche violenze sessuali durante attacchi delle forze governative e delle milizie loro alleate. Tra le vittime, anche giovani di 13 anni e due donne incinte, smarrimento, paura, umiliazione… Da meno di un milione di anni l’uomo gira per il resto del mondo. L’agricoltura e l’allevamento sono “scoperte” recenti, qualche migliaio di anni fa nella Mezzaluna Fertile, dalle parti dell’Iraq, e in altre zone sparse sul pianeta. Poi, giusto ieri, vennero le armi, l’acciaio, la conquista, la difesa, Leonida & Serse, Le Termopili, le epidemie, le nevrosi…
    …in Somalia, a Mogadiscio sono ricominciati gli scontri, i morti per strada e la fuga della gente, 10.000 persone… Quando penso all’origine dei nostri progenitori, sfugge sempre un risolino beffardo e appagante: siamo tutti Africani, tutti, tutti gli esseri umani sulla Terra, tutti i razzisti, gli arroganti, le dame e i demoni dell’aristocrazia pallida, tutti abbiamo questa (per alcuni) imbarazzante parentela. Come uno sberleffo e una simbolica vendetta consumata all’inizio del tempo e per sempre. Fra le mille ragioni per non dimenticare questo continente, ce n’è una in più, sotterranea, antica, ancestrale.
    La Madre, la prima Madre è nera, è negra.
    …aprile 2007, Burkina Faso, Repubblica democratica del Congo, Sudan e Uganda sono teatro di un’epidemia di meningite che ha già provocato oltre 1.700 i morti e quasi 16.000 casi di infezione. Tutti i decessi si sono verificati nel corso degli ultimi due mesi… Forse per questo vi è un terzo polo magnetico sulla Terra, che calamita tutte le peggiori o le migliori energie verso l’Africa. Si può odiarla, schiacciarla, cercare di annientarla, negando sé stessi, oppure opporsi alla violenza, schierarsi senza timori, difendere e difendersi. Non c’è la terza via dell’indifferenza e della cecità …l’Etiopia, non contenta di fare la guerra in Somalia, permette incarcerazioni arbitrarie e violenze da parte di soldati USA su (presunti) terroristi, nascono le “Guantanamo in appalto”… Nei secoli passati, dopo la razzia è venuto l’abbandono (in realtà apparente, continuiamo allegramente a razziare e a uccidere usando altre mani. Dopo aver lordato le nostre mani di sangue, lasciamo che siano gli stessi africani ad assassinare o a massacrare). …Il governo eritreo ha deciso di proibire la mutilazione genitale femminile (90% di diffusione). I contravventori andranno incontro a multe ed anche alla prigione. …Le ossa che gettiamo con amore nella polvere rossa, buona parte dell’assistenzialismo e della carità pelosa dei post-africani (noi occidentali, ad esempio), ha creato generazioni di imbelli e di manitese, legati alla nostra tetra e discontinua benevolenza. …La malaria o paludismo uccide da uno a due milioni di persone all’anno nel mondo, il 90% dei casi si verifica nell’Africa sub sahariana. È una malattia devastante e uno dei fattori cruciali della povertà in Africa. La malaria uccide più dell’Aids e riceve meno fondi per la ricerca e lo sviluppo dei trattamenti… Mentre gli occhi del mondo sono puntati altrove, sull’asse ovest – est, sentiamo il bisogno fisico di veleggiare a sud, dalle colonne d’Ercole al Capo di Buona Speranza, non come nuovi, santi colonizzatori ma come post-africani, in cerca di un paese innocente, come il poeta, come nessuno. …In Kenya, per esempio, verso la fine degli anni ’90 e sotto la responsabilità dell’Università di Washington, sono stati condotti esperimenti clinici per osservare la progressione della malattia dell’Aids nei malati. Con la scusa che i pazienti sarebbero comunque morti, centinaia di africani sono stati sottoposti a test complementari per esaminare come le loro condizioni peggiorassero, fino al decesso. Mentre l’infezione progrediva, non si è somministrato loro alcun trattamento che avrebbe potuto fermarla. David Rothman, nel suo rapporto “The Shame of Medical Research” (La vergogna della ricerca medica), dell’anno 2000, ha mostrato come su un insieme di 16 studi clinici condotti nei Paesi in via di sviluppo per studiare la maniera più idonea di prevenire la trasmissione del virus dell’Aids durante la gravidanza, fra quindici gruppi di donne, la metà ha ricevuto un placebo (una pastiglia di zucchero) al posto del trattamento retrovirale intra-uterino che avrebbe potuto, come era già stato dimostrato, ridurre la trasmissione del virus dalla madre al figlio…

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