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  • Ciò che non vogliamo sentire… Le brutte parole

    Abbiamo saputo che alcuni fra i radi ma non rari lettori della versione cartacea di queste nostre Parole Corsare si sono lamentati per l’uso sporadico di Parolacce Corsare, ci scusiamo profondamente per l’impudicizia dimostrata ma, non contenti, al di là delle parole segnalate, vorremmo elencare a seguire le parole e le espressioni che consideriamo veramente oscene. Si tratta di elementi del turpiloquio sociale e politico che non vorremmo mai più ascoltare, leggere, scrivere nei contesti osceni in cui vengono tristemente usati; alcune parole contengono in sé questa mancanza di rispetto, questa offesa all’umanità. Altri vocaboli lo hanno assunto, loro malgrado, per fatti e momenti che hanno vissuto nel passato, nel presente, nel futuro: CiudadJuarez, prostituzioneinfantile, piazzadellaloggia, 11/9/01, esecuzioniextragiudiziali, Afghanistan, Iraq, Repubblica Democratica del Congo, stupro-utilizzato-sistematicamente-come-arma-di-guerra, materiale-pedo-pornografico, Darfur, Ustica, Vallettopoli, Silenzio, Scampia-Secondigliano, Restore Hope, Iraq, terrorismo, malaria, fame, rifugiato, campi-profughi, gommoni, Guantanamo, Esercito-di-Resistenza-del-Signore, bambini soldato, Cecenia, aprile92, Ramallah, violenzadomestica, discriminazione, isolamento, burka, 25-novembre-1960… vorremmo che Ustica fosse rimasta una bella isola del Mediterraneo e che l’Esercito di Resistenza del Signore si fosse limitato a innalzare inni in un tempio, ma così non è, la storia e la cronaca non hanno pudore, né vergogna, scusateci…

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